LEGAIOLI RETICENTI
Ricordate
Francesco Belsito, il tesoriere nazionale legaiolo finito nell'occhio del
ciclone - e prontamente ripudiato dal suo stesso partito - per aver fatto da
bancomat alla famiglia di Umberto Bossi?
Questo 'signore' è genovese, e - a giudicare dall'atteggiamento tenuto, in
questi giorni, dai suoi accoliti alla regione Liguria circa la pubblicazione
delle spese dei gruppi consiliari - deve aver fatto scuola, nella sua regione.
Non si spiega altrimenti come - in un momento in cui tutti i partiti, a causa
degli scandali venuti alla luce in questo periodo, si stracciano le vesti e
dichiarano di voler fare in modo che queste cose non accadano più, correndo a
farsi certificare i bilanci da società esterne - i seguaci liguri del Trota
invochino addirittura il diritto alla privacy per non dover rendere trasparenti
i propri conti.
L'autrice di questa bella pensata è la segretaria regionale Sonia Viale, che si
dice disposta a depositare le 'pezze giustificative' dei rimborsi soltanto agli
organi statali preposti: la Guardia di Finanza o la Corte dei Conti.
"Abbiamo pagato duramente, ma chi ha sbagliato si è dimesso", tuona
la numero uno di via Macaggi 23/5: ma se non avessero nulla da nascondere,
perché tanta reticenza a rendere pubbliche le proprie spese?
Genova, 03 ottobre 2012
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
http://pennatagliente.wordpress.com